Liberstad, una private city e un progetto di vita

di Andrea Mosca

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Sulla via di Liberstad. Foto dell'Autore
Arriviamo a Liberstad dopo un viaggio di circa 50 minuti in macchina, partendo da Kristiansand (città sul mare) e addentrandoci nell'interno, tra colline, laghi, piccoli villaggi e panorami mozzafiato, con pochissimo traffico su strada e limiti di veloticà che non superano i 100 Km/h. L'ultimo tratto, di circa 3 km, è una strada sterrata, ma facilmente percorribile in auto, che attraversa i boschi e la cui manutenzione è attualmente a carico di Liberstad, visto che il comune sembra non occuparsene. A riceverci troviamo John (general manager di Liberstad) e sua moglie Sabrina, che vivono qui 365 giorni all'anno, con i loro due figli, e con l'altro socio di John, che è impegnato per tutto il tempo con la ruspa, e alla fine della nostra visita è passato a salutarci.

Liberstad non è solo un luogo di libertà e idealismo, ma una vera e propria società, Liberstad Drift AS; come ci spiega John, non si scappa dalle tasse e dalla burocrazia, specie qui in Norvegia. Raggiungiamo la reception (che ospita una bandiera col simbolo dell'Anarchia e quello della pace, disposti uno accanto all'altro) e abbiamo preso un caffè americano, con degli ottimi panini dolci preparati da Sabrina; le tazze sono decorate con il logo di Liberstad e del Bitcoin, e John inizia a raccontarci di come la storia è iniziata nel 2015, con lo studio della Scuola Austriaca di economia, l'interesse per le crypto e la curiosità per le private city. Ma, come in tutti questi casi, piuttosto che cercare una private ciry a cui unirsi, la cosa più semplice era crearne una da zero. Quindi ha iniziato la ricerca del terreno adatto, che è durata circa due anni, fino ad identificare l'area su cui attualmente sorge Liberstad.

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John al lavoro - Immagine dal sito ufficiale di Liberstad

John era un uomo d'affari norvegese e guadagnava molto bene, ma si sentiva infelice e insoddisfatto. Così ha deciso di lasciare il lavoro e dedicarsi full-time, e senza nessuna remunerazione (almeno al momento) alla costruzione della private ciry. Il denaro pagato per l'acquisto dei lotti dai compratori, infatti, è vincolato in fondi di garanzia e sarà disponibile solo se il progetto verrà realizzato come pianificato, altrimenti tornerà agli acquirenti. Attualmente ci sono più di 100 acquirenti, da tutte le parti del mondo (tranne l'Italia, al momento). Per qualche motivo, la maggioranza proviene dal Brasile, dove pare sia molto sviluppata la comunità anarchico/libertaria e siano popolari le teorie della scuola economica austriaca.

Vengo inoltre informato che, a causa di problemi con regolamentazioni nazionali, tutti i Bitcoin ATM su territorio sono temporaneamente stati smantellati tempo fa. La banca di John, addirittura, gli ha recentemente negato un bonifico a Coinbase. In sintesi, la situazione qui non sembra essere molto rosea, rispetto alle crypto, ed è questo il motivo per cui l'obiettivo di Liberstad è di creare un'economia interna, basata su City Coin, che è una stable coin, legata al valore della Corona norvegese. Altro obiettivo è offrire un posto dove tutto ha un costo inferiore, visto che i prezzi norvegesi sono estremamente elevati, in confronto alla media delle altre nazioni europee. Un aspetto positivo è il costo dell'elettricità, forse l'unica cosa più economica che altrove, che ha un prezzo medio di 0,10 Euro per Kilowatt/ora. Il governo offre inoltre sconti sulla bolletta per data center. Inizialmente si voleva escludere le attività di mining da questa agevolazione, ma si è rivelato difficile distinguere questo tipo di attività da altre analoghe, per cui il beneficio rimane attualmente valido anche per mining di criptovalute.

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Bellissimo panorama di un lago, nei dintorni di Liberstad - picture by the Author

Per quanto riguarda i rapporti con le autorità nazionali, Liberstad veniva vista inizialmente con sospetto, ma recentemente sembra essere considerata positivamente, poichè risponde all'esigenza di creare strutture e attività in zone periferiche e scarsamente popolate. "Inizialmente pensavano fossimo di destra, visto che il progetto era basato sul concetto di proprietà privata. Ora sono convinti che siamo di sinistra. In realtà non ci occupiamo di politica, siamo solo interessati ad avere un nostro spazio, libero". Mentre chiacchieriamo, i lavori procedono senza sosta. John ci mostra le varie zone, un grande capannone che un tempo ospitava 10.000 galline, ora riconvertito a sala concerti, la segheria, l'area che ospiterà una SPA (centro benessere), quella riservata al campeggio, l'area a nord, che a breve sarà acquistata e utilizzata per produrre energia idroelettrica, grazie al fiume che passa da lì. Uno dei proprietari sta anche valutando di costruire delle serre sul suo lotto di terreno, per adibirlo all'agricoltura.

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City Coin - La cryptovaluta usata a Liberstad

In breve, il lavoro da fare e davvero tanto, e John confessa che non basterà tutta la sua vita a realizzare tutto ciò che vorrebbe, ma, entro un anno, Liberstad dovrà verificare se gli obiettivi previsti sono stati raggiunti, per sbloccare i fondi di coloro che hanno acquistato i lotti. Nel frattempo il lavoro prosegue senza sosta, John mi congeda amichevolmente e gli prometto che gli farò di nuovo visita presto, per una vera intervista, con video e audio, per mostrare im maniera più diretta e immediata cos'è davvero Liberstad.